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Verso una legge di riordino del settore dell'usato

Lunedì 16 Giugno 2014
Silvia Signoretti

Il settore del riutilizzo si avvia, attraverso una proposta di legge, a un momento importante di riordino, volto a normare l'attività degli operatori dell'usato e a renderla riconosciuta. Leotron, attraverso la figura di Alessandro Giuliani, quale consulente tecnico legale degli operatori dell'usato nazionali, ha attivato il suo studio legale, Spaxius, nella figura dell'Avv. Pietro Amico, per redigere questo documento che lo scorso fine settimana è stato presentato ufficialmente a Roma, durante il convegno L'Europa del Riuso

legge sull'usato

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Rete ONU è la rete nazionale degli operatori dell'usato, i cui presupposti per la nascita dell'associazione sono stati creati nel 2011 ad un importante incontro di tutta la categoria: gli statiStati Generali dell'usato di Torino. Da allora a oggi i diversi soggetti coinvolti, costituitisi in associazione, si stanno adoperando con costante impegno per dare valore a un comparto importantissimo, coinvolgendo diverse realtà che da anni portano il valore del riuso nelle piazze e nelle città. In rete ONU sono coinvolti negozi dell'usato in conto terzi, come quelli rappresentati da Leotron con Mercatopoli e Baby Bazar e dall'altra realtà nazionale del franchising dell'usato, Mercatino srl. Oltre a questi sono partecipi e in prima linea le cooperative, i rappresentanti del commercio ambulante e di piazza, con i professionisti e gli hobbisti, il commercio in sede fissa e il commercio elettronico e online.

"Secondo le stime del comitato scientifico della Rete ONU il settore dell'usato italiano conta almeno 50.000 operatori e 90.000 persone impiegate." ci spiega Antonio Conti, portavoce dell'associazione "Si tratta di proiezioni ancora molto approssimate ma fondate sulla dettagliata analisi e proiezione di 6 contesti locali (Roma, Vicenza, Udine, Empoli, Anguillara, Ciampino) integrata da valutazioni ottenute grazie a indicatori e informazioni propri di ogni segmento."

Dopo 3 anni di attività l'associazione è arrivata dunque a un punto su uno degli aspetti più importanti del settore: la creazione di una proposta di legge univoca che sostenga il settore e lo sottoponga, nelle sue forme e nelle sue necessità, di fronte alle istituzioni per un riconoscimento formale e legale. "Abbiamo coinvolto lo studio Spaxius che ci segue da molti anni " ha affermato Alessandro Giuliani, referente tecnico legale della rete "e abbiamo trovato in Pietro Amico, giovane avvocato che da tempo si occupa del settore, l'interlocutore ideale per mettere su carta la nostra proposta. Dopo una prima bozza è stato prezioso il contributo di tutti soggetti coinvolti in Rete ONU, in base al comparto di appartenenza. L'esperienza, in primis, proprio Antonio Conti ha dato vita al documento finale che ho presentato questo weekend al direttivo.". Il documento viene presentato in questi giorni alle istituzioni, partendo dal Ministero per l'ambiente, che potrebbe ottenere un beneficio notevole dall'introduzione del settore dell'usato e del riuso nelle sue priorità per la riduzione dei rifiuti.

L'Unione Europea si è espressa già nel 2008 in merito al riuso, definendolo uno dei punti cardine per la riduzione dei rifiuti e oggi quella direttiva, recepita ormai da tutti gli stati membri, sta per essere aggiornata proprio alla luce delle diverse realtà europee che operano nell'usato, non ultima quella multisfaccettata italiana, che ha però dimostrato un'unicità, rispetto al resto d'Europa. "Siete un unicum, nel vostro genere, perchè avete saputo unire l'usato al riuso, i conto terzisti alle cooperative e alle realtà più piccole e spesso meno conosciute" ha affermato Paolo Ferraresi di RReuse, l'organizzazione con sede a Bruxelles che si occupa di dinamiche sociali legate al riuso e al riutilizzo e che ha accettato la partecipazione di Rete ONU con entusiasmo.

La legge prevede inclusione, riordino, emersione e diritti che finora gli operatori dell'usato non hanno potuto ottenere. La situazione italiana è infatti eterogenea e multisfaccettata e non consente di uniformare il comparto, spesso sottoposto a regole singolari e soggettive da parte delle amministrazioni con cui si trova a dialogare. Il riuso è a tutti gli effetti una buona pratica, sia a livello educatuivo che ambientale. Con il riuso si diminuiscono gli sprechi e spesso un mercatino dell'usato distrae dalla discarica molti più beni di quello che in realtà riescono a fare le isole ecologiche di un'intera città.

In testa alla legge vi è dunque il riconoscimento della figura professionale dell'operatore dell'usato, che grazie a Rete ONU viene legittimato e rappresentato. Inoltre, per le dinamiche di riuso e sensibilizzazione della cittadinanza, è previsto uno speciale consorzio del riutilizzo che si troverà a dialogare localmente per insediare le buone pratiche di questo settore che possono tornare utili alla cittadinanza.

Grazie alla buona volontà di tutti gli attori coinvolti e al prezioso contributo di Pietro Amico dello studio Spaxius siamo dunque giunti a un momento importante, in cui ci è possibile definire le linee guida del settore e proporre la sua normazione. Le dinamiche di relazione e coinvolgimento delle diverse realtà istituzionali si sono già sviluppate positivamente verso questo progetto e siamo in attesa di incontri che rendano ancor più concreto lo sviluppo della normativa, con l'obiettivo di raggiungere a breve interessanti interlocuzioni che mettano sui giusti tavoli la proposta di Rete ONU per avviare poi le trattative che saranno necessarie a renderla concreta. In Italia, oltre 90000 famiglie stanno attendendo questi risultati, in un settore che sempre più è importante e significativo per l'economia tutta e per l'inclusione sociale.

Leotron, insieme a Rete ONU, si augura che questo importante passo avanti possa essere fatto al più presto, perche "basta parlare di altra economia e green economy" ha sottolineato a Roma Raniero Maggini, Probi Viro di Rete ONU, questo fine settimana "il riuso è l'economia del futuro."

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