Mercatino dell'usato: il sistema
Il sistema "mercatino usato"

mercatino: il sistemaPer mercatino dell'usato intendiamo un'Agenzia d'Affari organizzata come attività di intermediazione tra privati che utilizza il sistema del conto vendita. In sostanza l'agenzia non è altro che una struttura che ospita oggetti usati che privati cittadini mettono a disposizione di possibili acquirenti.

Il responsabile di tale struttura non è un commerciante, in quanto non pone in vendita direttamente merce della quale detiene il titolo di proprietà, ma si configura come un promotore di affari. La sua opera viene ricompensata da una commissione in percentuale sul valore della transazione.

E' fondamentale, per la corretta gestione di un mercatino, tener traccia, per ogni articolo venduto, del relativo venditore (il proprietario dell'articolo). In questo modo è possibile rimborsare ad ogni venditore il valore degli oggetti venduti di sua proprietà detraendo da tale rimborso una commissione d'agenzia (provvigione).

Il cliente del mercatino può quindi essere un venditore oppure un acquirente. I venditori sono in pratica i fornitori del mercatino che portano la merce destinata alla vendita; gli acquirenti coloro che acquistano.

Ogni cliente, al suo primo rapporto con l’Agenzia d’Affari deve codificato con la compilazione della relativa scheda anagrafica. E' importante identificare il cliente attraverso un valido documento di identità; le leggi sulla pubblica sicurezza lo impongono. In questa fase è inoltre obbligatorio informare il cliente che stiamo trattando i sui dati personali ai sensi della legge sulla privacy.

Normalmente viene stampata una speciale tessera (card) mirata a fidelizzare il proprio cliente che riporta oltre alle "istruzioni per l'uso" anche la necessaria informativa di legge.

Se il cliente sta portando degli oggetti (e quindi è un venditore) è necessario stipulare un mandato di vendita (il contratto attraverso il quale l'agenzia può vendere gli oggetti del venditore) con la definizione delle percentuali di provvigione dei vari oggetti. Normalmente gli oggetti sono catalogati per categoria merceologica alla quale corrisponde una specifica provvigione.

Quindi è possibile caricare gli oggetti in magazzino stabilendo per ognuno il relativo prezzo di vendita. Ultimato il carico è necessario stampare le etichette da applicare agli oggetti e la lista degli oggetti ricevuti da consegnare, come promemoria, al venditore. A questo punto gli oggetti potranno essere esposti nell'area espositiva ed essere quindi venduti.

Le vendite eseguite sono esenti dall'obbligo di emissione di ricevuta fiscale, scontrino fiscale e documento di trasporto. A richiesta del cliente che acquista l’Agenzia può emettere una ricevuta di vendita (non valida ai fini fiscali).

Dopo alcuni giorni dalla vendita degli oggetti (oppure a fine mese) l'agenzia provvede al rimborso dei venditori e al relativo computo delle proprie provvigioni spettanti.

Esempio.

Un venditore porta un articolo che viene prezzato a Euro 80,00 con una provvigione del 35%. La vendita dell'articolo viene fatta alcuni giorni più tardi e l'agenzia incassa 80,00 Euro. Dopo alcuni giorni l'agenzia rimborsa il venditore per 52,00 Euro ed emette una fattura di provvigioni per 23,33 Euro + iva 20% per un totale fattura di Euro 28,00.

Il rimborso dei venditori viene quindi eseguito detraendo la provvigione dell'agenzia ed emettendo per tale provvigione la relativa fattura, intestata al venditore.

Un buon sistema prevede anche i seguenti casi particolari:

  • il venditore desidera riprendere possesso di tutti o di alcuni articoli esposti;
  • l'acquirente lascia una caparra per il successivo acquisto di uno o più oggetti;
  • l'acquirente rende degli articoli già acquistati.

Tutti i movimenti relativi agli articoli vengono riportati sul "registro vidimato degli affari" che deve essere stampato con frequenza giornaliera (in realtà la frequenza di stampa è un informazione che la Questura o il Comune di competenza sono in grado di darvi).

Infine, è importante sottolineare che il contratto tra l'agenzia e il venditore deve prevedere, allo scopo di rendere più appetibili gli oggetti invenduti, una diminuzione di prezzo in percentuale dopo che sono trascorsi un certo numero di giorni dal carico. Attraverso la funzione di abbassa prezzi il titolare dell'agenzia è quindi nelle condizioni di aumentare in modo significativo la vendibilità degli oggetti. Questo strumento va ovviamente usato con criterio e con metodo. Ricordiamo infatti che abbassare il prezzo di vendita di un articolo significa abbassare il proprio margine di guadagno.

Anche l'abbassa prezzi è un operazione che deve comparire sul registro vidimato degli affari.

 
Errori da evitare

Di seguito diamo un elenco di errori che, negli anni, abbiamo verificato essere dei gravi errori di gestione. Tali comportamenti, per quanto possa sembrare paradossale, li abbiamo riscontrati in alcuni mercatini dell'usato.

  1. Acquistare direttamente dal privato. Oltre ad un fatto prettamente fiscale, che esclude tassativamente, per l'Agenzia d'Affari, l'acquisto diretto (e quindi il commercio), tale comportamento snatura il sistema. Il problema principale è dato dal fatto che gli oggetti acquistati non potranno essere scontati, con il passare del tempo, al di sotto del costo d'acquisto e porteranno inevitabilmente ad una staticità dell'esposizione.  
  2. Far pagare una quota d'iscrizione. L'emissione della card deve essere gratuita, far pagare una quota, anche simbolica, genera una barriera nei confronti del cliente venditore.
  3. Creare dei limiti temporali nei rimborsi ai clienti. Ad esempio è sbagliato esporre avvisi tipo "Si avvisano i clienti che i rimborsi verranno effettuati entro i primi 5 giorni del mese successivo alla vendita". Creare dei limiti per i rimborsi dissuadono i venditori a recarsi presso il punto vendita.
  4. Far pagare le spese di spedizione delle fatture. Oltre al fatto che l'addebito delle fatture al cliente è vietato dalla legge (con l'esclusione delle compagnie telefoniche, per le quali esiste una deroga) è molto fastidioso, per il cliente, vedersi "scippato" di un importo, anche modesto, soprattutto per i rimborsi di modico valore.
  5. Perdere i dati dei clienti. Anche se l'eventualità può sembrare remota, non è raro che qualche mercatino dell'usato, ci contatti in quanto, a causa della mancata adozione di un efficiente sistema di copia di sicurezza, i dati vengono perduti per un guasto al computer o, con maggiore frequenza, per il furto del computer. Perdere i dati dei clienti significa ipotecare il proseguo della propria attività!
  6. Utilizzare un mandato di vendita non verificato da un legale. Le clausole del mandato non possono andare contro la legge e il rischio è che in caso di controversia, un mandato irregolare possa essere nullo. Ad esempio può essere, per legge, annullabile un mandato con clausole del tipo: "Trascorsi 6 mesi dal carico, nel caso di mancato ritiro, la merce verrà considerata abbandonata e rimarrà a disposizione del mercatino".
  7. Non fare firmare il mandato al venditore. Il mandato è l'unica tutela ha che il mercatino dell'usato per poter applicare correttamente il metodo di gestione e per tutelarsi dal carico di articoli di provenienza illecita.
  8. Non stampare il registro vidimato degli affari. Alcuni mercatini ritengono che la stampa del giornale degli affari sia solamente una formalità. Non è così, la mancata stampa comporta, nel caso di verifiche, a gravose sanzioni amministrative.
  9. Esporre oggetti non caricati. Il mancato carico di oggetti (ad esempio per gli oggetti acquistati o di proprietà) comporta una sanzione molto pesante: "Mancato utilizzo di registratore di cassa nell'esercizio dell'attività commerciale" oppure "Esercizio di attività commerciale senza la necessaria autorizzazione". Non serve spiegare che in tali casi le sanzioni sono molto pesanti. 

Questi sono gli errori più gravi che un mercatino dell'usato, a volte inconsapevolemente, può compiere. E' evidente che chi sceglie di aprire un mercatino dell'usato aderendo a Mercatopoli o a Baby Bazar viene correttamente formato anche su possibili errori di più modesta entità ma che, sommandosi, possono creare problemi di redditività al punto vendita.

 
Lo studio del sistema

Come abbiamo visto, il sistema di un mercatino dell'usato, è il cuore del business.

Studiare nel dettaglio il metodo di gestione, adottare regole precise, codificare tutte le procedure e pensare ad un'organizzazione efficiente è il modo migliore per inziare questa attività.

Tali concetti sono infatti le base per ottenere il successo nella gestione di un mercatino dell'usato, con merce in conto vendita da privati. Questa attività non è infatti compatibile con la disorganizzazione, il pressapochismo, la scarsa competenza, la scortesia.

Chiariti questi concetti devono comunque essere studiati:

  • il mandato di vendita, contratto attraverso il quale l'Agenzia riceve, dal privato, l'autorizzazione a vendere gli oggetti di sua proprietà e nel quale sono riportate le "regole del gioco";
  • le provvigioni in base alla categoria merceologica o al valore dell'oggetto;
  • le modalità di carico, di vendita, di reso, di annullamento di una vendita;
  • le modalità di fatturazione delle provvigioni;
  • l'impostazione fiscale dell'attività;
  • il tipo di pubblicità e le procedure per calcolare il ritorno pubblicitatio;
  • gli allestimenti e l'impostazione del mercatino dell'usato;
  • il business plan.

Leotron può essere coinvolta nella gestione del vostro punto vendita, attraverso l'affiliazione ai network Mercatopoli e Baby Bazar. Con l'aiuto della nostra esperienza potrete iniziare la vostra attività con un metodo di gestione verificato e con un manuale operativo dove tutte le procedure sono già state codificate. L'affiliazione prevede inoltre un affiancamento costante per impostare, anche nel tuo mercatino, la miglior organizzazione possibile.

In particolare abbiamo studiato i seguenti servizi:

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  • il “confronto” con il vostro commercialista;
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  • la personalizzazione del metodo operativo di gestione;
  • il manuale operativo; la formazione iniziale;
  • il controllo statistico;
  • le convenzioni.

Tutto compreso in una fee d'ingresso molta contenuta. 

Infine i software Leotron per la gestione del mercatino, sono quanto di meglio possa offrire il mercato e garantiscono una corretta impostazione gestionale e fiscale dell'attività. Dall'economico Secondhand al professionale J2K Revolution.

 
Tecniche di valutazione

La valutazione degli articoli da prendere in carico, in un mercatino dell'usato, è uno degli aspetti più soggettivi della gestione dell'agenzia; il prezzo degli oggetti deve essere comunque il più alto possibile, pur rimanendo nei limiti della convenienza.

Da tener presente è sicuramente il rapporto tra la vendibilità e la qualità dell'oggetto che determina il prezzo più appropriato. La qualità viene influenzata dal materiale e dallo stato di conservazione ed efficienza dell'oggetto, mentre la vendibilità viene determinata dalla domanda del pubblico per quel determinato articolo.

L'età influisce negativamente sul valore dell'articolo fino al punto in cui lo stesso da vecchio non diventa "antico"; da quel momento in poi l'oggetto ricomincia ad acquistare valore se persistono i criteri di qualità ed il buono stato di conservazione.

La valutazione qualitativa della merce richiede sempre un esame approfondito della stessa. Non ci si deve lasciare influenzare dagli elogi che il proprietario fa alla propria merce: il valore affettivo non è rivendibile! 

E’ fondamentale non aver fretta di riempire il punto vendita e prediligere un'attenta ed equa valutazione degli articoli in entrata. Proporre articoli sporchi, di scarsa qualità, poco vendibili o ad un prezzo spropositato, può dare un'impronta all'attività che poi sarà molto difficile modificare. Il vostro punto vendita non deve essere un magazzino di un rigattiere. Deve essere una bel negozio! La merce pulita, gli elettrodomestici funzionanti e l’abbigliamento perfetto, lavato e stirato. Ovviamente tutto deve essere al giusto prezzo.

 
Reperire oggetti usati

Reperire la merce, in fase di apertura di un mercatino dell'usato, non è difficle.

Dal momento della presentazione della D.I.A. (dichiarazione inzio attività), è necessario, a termini di legge, attendere 30 giorni prima dell'apertura. Durante questo periodo, si creano gli allestimenti del negozio e si inziano le attività di marketing finalizzate al reperimento della merce: ad esempio la distribuzione di volantini e la pubblicità. A seguito di queste attività i contatti si moltiplicheranno e il mercatino dell'usato, in poco tempo sarà sufficientemente allestito per fare bella figura. Si ricordi che non è difficile reperire la merce, la cosa difficile è selezionarla. Una buona selezione, di oggetti vendibili e al giusto prezzo è il presupposto del successo del punto vendita. 

Non eseguire la selezione e riempire il mercatino di oggetti che risulteranno difficilmente vendibili potrebbe compromettere la redditività del vostro mercatino dell'usato e rappresenta un errore molto grave. In una fase successiva sarà molto diffile infatti "raddrizzare le cose" in quanto, inevitabilmente, si saranno create delle false aspettative nei confronti dei venditori che risulteranno scontenti e non fidelizzati.

 
Articoli scontati

In un mercatino dell'usato, abbassare il prezzo di un articolo trascorsi un certo numero di giorni dal carico è un'operazione di marketing veramente efficace.

In questo modo la vendibilità della merce aumenta in modo significativo (un articolo risultato invendibile a 25,00 Euro lo è probabilmente a 12,50) e si invitano i propri clienti a tenere d'occhio il punto vendita incrementando quindi l'affluenza dei propri visitatori.

Per ultimo, ma non come importanza, un tale comportamento genera un deciso aumento dell'indice di rotazione del proprio magazzino. Tale indice è direttamente correlato alla redditività per metro quadro.

E' ovvio che il rapporto con il venditore va gestito correttamente: egli deve sapere che trascorsi un certo numero di giorni il suo articolo viene proposto scontato.  Il venditore dovrebbe aver quindi l'opportunità di recuperare la propria merce (prima della scadenza) senza il pagamento di penali.

Il vantaggio nel gestire articoli scontati è molto elevato e compensa di gran lunga il ridotto guadagno provvigionale relativo agli articoli proposti a prezzo ribassato.

 

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