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Il locale giusto per il mercatino dell'usato |
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L'ubicazione di un mercatino dell'usato è una delle cose più importanti da considerare per il successo di questa attività.
Il concetto "apri dove vuoi, comunque gli interessati ti troveranno", fa parte di una politica miope e assolutamente fuorviante che rischia di rallentare considerevolmente lo sviluppo di un mercatino dell'usato.
Il locale giusto nella location giusta è il primo passo verso il successo.
Ma quali sono le caratteristiche più importanti di un locale adibito a mercatino dell'usato? Innanzitutto bisogna determinare la tipologia di mercatino che può essere generico (sullo stile di Mercatopoli) oppure specializzato (sullo stile di Baby Bazar).
Caratteristiche di un locale adibito a mercatino generico:
- a norma per quanto riguarda la destinazione urbanistica e la prevenzione incendi;
- localizzato in un bacino d'utenza di alemo 30.000 abitanti, nel tempo di 10/15 minuti di percorrenza automobilistica;
- con superficie minima di 250 mq;
- con possibilità di parcheggio per la clientela;
- facile da individuare e da raggiungere;
- fronte strada con un buon passaggio veicolare o pedonale e con possibilità di insegna;
- in una zona senza limitazioni di traffico o di parcheggio;
- disposto su di un unico livello;
- luminoso;
- con un costo d'affito non superiore a 5 Euro (mensili per metroquadro).
Caratteristiche di un locale adbito a mercatino specializzato:
- a norma per quanto riguarda la destinazione urbanistica e la prevenzione incendi;
- localizzato in un bacino d'utenza di alemo 50.000 abitanti, nel tempo di 10/15 minuti di percorrenza automobilistica;
- con superficie minima di 100 mq;
- con possibilità di parcheggio per la clientela;
- facile da individuare e da raggiungere;
- fronte strada con un buon passaggio pedonale e con possibilità di insegna;
- in una zona senza limitazioni di traffico;
- disposto su di un unico livello;
- luminoso;
- con un costo d'affito non superiore a 10 Euro (mensili per metroquadro).
Si tenga presente che l’assortimento soddisfa maggiormente la curiosità
del cliente: più il locale è grande maggiore sarà l’afflusso di persone.
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Mercatino usato: sistemazione Interna |
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Supponendo che il locale prescelto per il mercatino dell'usato, abbia una forma abbastanza regolare (quadrangolare), è opportuno predisporre il banco ricevimento/cassa in una posizione tale da poter tenere in vista la quasi totalità del locale e, comunque, in prossimità della porta d'ingresso al pubblico.
Il banco cassa deve essere di dimensioni idonee alla lavorazione delle merci meno ingombranti (abbigliamento, oggettistica).
Occorre quindi organizzare un piano di lavoro sufficientemente ampio ad
un'altezza di circa 110 cm; sotto va predisposto un altro ripiano ad
altezza scrivania per ospitare la tastiera, il monitor ed altro
materiale d'ufficio.
E' opportuno inoltre ricavare un piccolo archivio alle spalle o in prossimità del bancone stesso.
Il banco cassa deve essere dotato di prese di energia elettrica (sul
piano di lavoro stesso) e telefoniche oltre che per il funzionamento
del computer, anche per la prova degli elettrodomestici.
La disposizione delle merci deve tenere conto della dimensione delle
stesse, secondo un ordine crescente man mano che ci si allontana dal
banco accettazione: l'oggettistica e gli articoli di piccole dimensioni
vanno disposti su tavoli e / o scaffali in prossimità di quest’ultimo
mentre i mobili trovano posto nella zona più lontana; sono pertanto da
evitare angoli destinati all'oggettistica nascosti alla vista.
Con questi pochi accorgimenti si ottiene un'esposizione ordinata e
piacevole, aumentando la gradevolezza del punto vendita per il cliente
e riducendo i rischi di rotture, danneggiamenti e furti.
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Premessa: la destinazione d'uso |
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Innanzi tutto vorremmo premettere che, per un mercatino dell'usato, in relazione alla problematica della destinazione d'uso, che non esiste un'impostazione standard del problema in quanto ogni singolo Comune può decidere, in completa autonomia, se concedere, o meno, la possibilità di attivare un mercatino dell'usato impostato come Agenzia d'Affari, in locali con destinazione d'uso artigianale o industriale.
Il Comune può infatti imporre che la destinazione
d'uso dei locali sia di tipo commerciale. Ovviamente il tipo di
destinazione d'uso si riflette inevitabilmente sul costo d'affitto
rendendo molto più conveniente per il gestore un locale con
destinazione artigianale.
La problematica principlale è, purtroppo, la
Dichiarazione di Inizio Attività (DIA). Normalmente, infatti, nella DIA
il candidato all'apertura del mercatino dell'usato dichiara che i locali ove verrà esercitata l'attività, "hanno
tutti i requisiti urbanistico-edilizi ed igienico-sanitari previsti
dalla vigente normativa in relazione alla specifica attività indicata".
Quindi se il Comune ha previsto che tale attività sia esercitabile
unicamente in locali ad uso commerciale (anche se non viene specificato
nella DIA), con la dichiarazione sopra riportata, il richiedente
potrebbe incorrerebbe a pesanti conseguenze amministrative e penali
come previsto dall’art. 76 DPR 445 del 28.12.2000 (dichiarazione
mendace).
Ma l'attività di mercatino dell'usato, organizzata come Agenzia d'Affari, pur possedendo degli elementi tipicamente "commerciali" è una pura attività di servizi.
E l'attività di servizi, come il commercio all'ingrosso può essere
esercitata anche in locali a destinazione artigianale (in base al Piano
Regolatore di ogni singolo Comune).
Ecco quindi il paradosso: se il Comune conviene che
tale attività sia un'attività di servizi, il problema non si pone
altrimenti potrebbe essere necessaria la destinazione commerciale.
Ma normalmente i Comuni, interpretano le
normative, e come succede spesso, sfavoriscono il contribuente, in caso
di dubbio. Se il Comune ha un dubbio viene quindi richiesta la
destinazione commerciale.
Purtroppo il nemico maggiore è il tempo: quando
infatti si rende disponibile un locale adatto, difficilmente si potrà
convincere il proprietario ad attendere qualche mese, prima della
stipula del contratto di affitto e di lasciare il tempo al conduttore
di appurare con certezza le richieste del Comune.
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Prima di iniziare a ricercare il locale giusto, per aprire un mercatino dell'usato, è necessaria, in via preventiva, una visita all’Ufficio Tecnico del Comune ove si intende renedere operativa l'attività. E’ importante sapere che l’Agenzia Pubblica d’Affari che andrete ad avviare, non è, dal punto di vista giuridico, un’attività commerciale, bensì un'attività di servizi.
Il piano regolatore di ogni Comune determina la possibile ubicazione di
un'attività di servizi: è quindi necessario prendere informazioni
proprio all'Ufficio Tecnico di competenza. Molti piani regolatori
prevedono che un attività di servizi possa essere avviata in un locale
con qualsiasi destinazione urbanistica (ad eccetto del residenziale),
altri hanno previsto l'ubicazione delle attività di servizi, in locali
a destinazione direzionale terziaria.
E' proprio l'Ufficio Tecnico che può darvi le indicazioni corrette.
Va comunque sottolineato che, l'Agenzia d'Affari, pur essendo attività
di servizi, prevede il contatto diretto con il pubblico e che alcuni
Uffici Tecnici, considerando prevalente questo fatto, rispetto alla
mera interpretazione giuridica, potrebbero richiedere un locale a
destinazione commerciale.
Normalmente la corretta informazione "giuridica" è sufficiente per
ottenere l’autorizzazione (inizialmente verbale) ad operare con la
propria Agenzia d’Affari
in locali a destinazione produttiva (artigianale, industriale,
deposito). Tale opportunità risulta strategica in quanto direttamente
collegata al costo d’affitto.
Nei casi dove l'Ufficio Tecnico sia comunque restio
ad adottare un interpretazione come quella sopra esposta può essere
proposta una soluzione mista: una parte della superificie destinata ad
utilizzo commerciale, il rimanente a destinazione produttiva.
Il Comune di Milano, ad esempio, attraverso l’apposito Ufficio Agenzie d’Affari, autorizza l’apertura di un mercatino dell’usato qualsiasi sia la destinazione d’uso ad eccetto, ovviamente, del residenziale.
Ovviamente questi concetti valgono soprattutto per locali grandi adatti
per un mercatino generico. Locali più piccoli, adatti per un mercatino
specializzato, sono prevalentemente a destinazione commerciale.
Una volta chiarito il tipo di locale necessario, si
può iniziare la ricerca. Giornali di annunci, agenzie immobiliari,
passaparola sono strumenti utili per reperire il locale.
Dalla nostra esperienza riteniamo che trovare il
locale idoneo, al giusto prezzo, sia l'attività più difficile di tutto
l'iter di apertura di un mercatino dell'usato.
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Destinazione artigianale: conviene davvero? |
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Molti gestori di un mercatino dell'usato partono dal presupporto che il risparmio sul contratto di affitto sia il primo guadagno.
In effetti, non è un modo sbagliato di ragionare, ma
le statistiche ci indicano che la visibilità e la posizione di un
locale può determinare una differenza, nel volume delle vendite, di
oltre il 30%.
Un mercatino dell'usato ben localizzato, a
parità di tutto il resto, vende, statisticamente, un 30% in più! Questo
è un dato di fatto del quale bisogna tenerne opportunamente conto!
Supponendo che il venduto medio di un mercatino dell'usato
(dopo un paio d'anni d'attività) sia di 50,00 Euro al metro quadrato,
possiamo agilmente calcolare, anche se in modo spannometrico, che un
punto vendita di 300 metri quadrati possa realizzare un venduto di
circa 15.000 Euro al mese.
Il 30% corrisponde a circa 4.500 Euro.
Calcolando una provvigione media del 45%, detratta anche l'Iva, il
risultato lordo di questi 4.500 Euro si aggira su 1.700 Euro mensili.
Quindi la differenza di guadagno lordo di un mercatino dell'usato
(di 300 mq.) ben localizzato, rispetto allo stesso mercatino,
localizzato in modo meno adeguato, può essere stimata in circa 1.700
Euro al mese.
I nostri parametri prevedono, nel calcolo del costo
d'affitto, un canone al metro quadro di circa 5,00 Euro mensili per
destinazione artigianale e di circa 10,00 Euro mensili per locali a
destinazione commerciale.
Quindi il mercatino nell'esempio sostiene un canone mensile di 1.500 Euro al mese, se artigianale ovvero di 3.000 Euro al mese, se commerciale.
Questo piccolo esempio vuol far capire che non è
importante la destinazione d'uso del locale, bensì la localizzazione e
che la differenza tra le due alternative potrebbe non essere così
elevata come, a primo acchitto sembrerebbe.
Quindi, in primis, va scelta la localizzazione e quindi va elaborato il business plan, sulla base al canone d'affitto previsto.
Scegliere un locale "perchè costa poco" potrebbe
rivelarsi un grave errore e potrebbe diventare l'ostacolo principale al
successo del vostro mercatino. E, in questo caso, l'unica soluzione prospettabile per la risoluzione del problema, sarebbe un costoso traferimento di sede.
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Come chiedere informazioni |
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Supponiamo quindi che il locale a destinazione artigianale che avete scelto sia in un'ottima posizione maturando quindi la possibilità di attivare lì il vostro mercatino dell'usato.
La cosa che consigliamo di fare, per evitare qualsiasi tipo di problema è una richiesta formale, in forma scritta, indirizzata all'Ufficio Tecnico del Comune ove ubicherete l'attività.
Di seguito eccone un esempio:
Spett.le
Ufficio Tecnico Comune di ...
Con la presente si richiede a codesto Ufficio Tecnico di voler
esprimere un parere in riferimento alla compatibilità urbanistica
(destinazione d’uso) relativamente all’unità immobiliare sita in
Via ... per l’avviamento di un’attività di intermediazione tra privati (mercatino dell’usato) esercitata ai sensi dell’art. 115 del T.U.L.P.S..
Siamo quindi a trasmetterVi ulteriori informazioni circa la predetta attività.
In primis vorremmo ricordare che, ai sensi dell’art. 205 del Regio
Decreto n. 635 del 1940, Regolamento di attuazione del T.U.L.P.S.
sotto la denominazione di “agenzie pubbliche o uffici pubblici
d’affari” si comprendono le imprese, comunque organizzate,
che si offrono come intermediarie nell'assunzione o trattazione di
affari altrui, prestando la propria opera a chiunque ne faccia
richiesta”.
In riferimento a detta normativa, lo scrivente vorrebbe attivare un mercatino dell’usato. Il mercatino in questione presenterebbe le seguenti caratteristiche:
(a) assenza di operatività commerciale;
(b) assimilabilità ad attività artigianale e/o industriale.
Assenza di operatività commerciale
Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. definisce, all’articolo
4, il commercio al dettaglio come “l’attività svolta da chiunque
professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le
rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di
distribuzione, direttamente al consumatore finale” (cfr. comma 1,
lettera b).
Di conseguenza, l’attività commerciale, si concretizza
nell’attività di vendita di prodotti acquistati dal titolare in nome e
per conto proprio e rivenduti al consumatore finale.
Nel caso di specie, invece, l’attività di Agenzia d’Affari
esercitata ai sensi dell’articolo 115 T.U.L.P.S. si concretizza nella
prestazione di una serie di servizi, il principale dei quali è
l’assistenza svolta dal titolare del mercatino allo scopo di concludere
la vendita di un bene mobile del quale non è proprietario a termini di
legge.
Tale affermazione che inquadra l’attività quale attività di servizi
e quindi non di tipo commerciale, è ulteriormente rimarcata dalla
Circolare del Ministero della Attività Produttive del 4 Marzo, 2005,
protocollo 1533 che, per conoscenza, alleghiamo alla presente (allegato
1).
Per fare un parallelismo l’attività di intermediazione di oggetti usati
esercitata ai sensi dell’art. 115 del TULPS, è molto simile
all’attività di un editore di un giornale di annunci economici che
provvede ad erogare il servizio di pubblicazione, anche a titolo
oneroso, di annunci economici relativi ad offerte di vendita
provenienti da terzi. Risulta evidente che tale attività non può essere
considerata commerciale proprio per il fatto che la proprietà del bene
rimane sempre dell’inserzionista e l’editore eroga solo un mero
servizio.
L’attività di mercatino dell’usato, esercitata ai sensi
dell’art. 115 T.U.L.P.S. viene svolta a titolo oneroso con modalità
simili, offrendo, in aggiunta, un servizio di deposito e di custodia
dei beni. E’ invece tassativamente ed inderogabilmente escluso
l’acquisto diretto del bene da parte del titolare del mercatino.
In effetti, il compenso per l’Agenzia d’Affari viene
determinato sulla base di una provvigione, calcolata sul prezzo del
bene, come da tariffario previsto dall’articolo 120 del T.U.L.P.S.
(allegato 2) e viene documentato a fini fiscali dall’emissione di una
fattura di provvigioni (quindi di servizio prestato) così come da
facsimile allegato alla presente (allegato 3).
Si rileva determinante anche il fatto che il titolare di Agenzia d’Affari, per l’esercizio dell’attività di mercatino dell’usato,
non sia tenuto ai requisiti REC (registro esercenti commercio), né a
presentare dichiarazione di esercizio di vicinato di cui all’art. 7 del
Dlgs 114/98 né a detenere misuratore fiscale o registro dei
corrispettivi, tutti elementi che viceversa identificano
inequivocabilmente un’attività commerciale.
Assimilabilità ad attività artigianale
In secondo luogo vorremmo portare all’attenzione di Codesto Ufficio che, nel contesto di un mercatino dell’usato,
risulta fondamentale il lavoro di tipo artigianale esercitato dal
titolare dell’attività. Risulta infatti evidente che trattandosi di
oggetti usati, per la prevalenza mobili e arredamento, dismessi da
soggetti privati, tali articoli siano oggetto di operazioni di
manutenzione, di riparazione e di restauro al fine di garantirne la
vendibilità o perlomeno di aumentarne la probabilità di vendita.
Attività che in termini di tempo e di spazio utilizzato risulta
prevalente alla mera attività di intermediazione.
Inoltre, vorremmo sensibilizzare chi legge che, per la presenza di
tali tipologie di attività, molti oggetti vengono «riciclati», trovano
nuovi acquirenti e possono quindi godere di una nuova vita in
alternativa alla discarica, con un sensibile risparmio sullo
smaltimento dei rifiuti. Sotto questo aspetto l’attività del mercatino dell’usato può essere vista come parzialmente in sostituzione delle attività industriali di gestione e recupero dei rifiuti.
Vorremmo infine rimarcare i concetti qui espressi con l'esempio del
Comune di Milano, che permette l’insediamento di tale tipologia di
attività in locali con destinazione urbanistica che prevedano contatti
con il pubblico e quindi anche artigianale e industriale.
Vogliate gradire i nostri più cordiali saluti.
Di norma il Comune provvedere a fornire una risposta
scritta ma le tempistiche di risposta non sono immediate. Di seguito
riportiamo i documenti da scaricare e da allegare all'istanza.
Allegato 1: Circolare Ministero Attività Produttive
Allegato 2: Tariffario
Allegato 3: Fatture di provvigioni
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Una qualsiasi attività che comporta la presenza di pubblico è soggetta alla normativa sulla prevenzione degli incendi., anche un mercatino dell'usato.
E' necessario che nel locale siano presenti degli
estintori omologati, in numero sufficiente e la relativa segnaletica.
Inoltre è indispensabile che il gestore sia correttamente formato sulle
misure da adottare in caso di emergenza. Ricordiamo che gli estintori
sono soggetti a revisione periodica da effettuarsi a cura di un'azienda
abilitata.
Il discorso però si complica se il locale è di dimensioni superiori a 400 mq. In questo caso l'attività viene classificata al punto 87
del D.M. 16/2/1982, ovvero "locali adibiti ad esposizione e/o vendita
all'ingrosso o al dettaglio con superficie lorda superiore a 400 mq.
comprensiva dei servizi e depositi" e quindi è soggetta ai controlli di
prevenzione incendi.
La legge infatti recita:
Per tutte le attività elencate è
necessario il parere preventivo a seguito di un esame del progetto, e
l’esercizio dell’attività è subordinato a visita e controllo ai fini
del rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi.
E' necessario quindi un Certificato di Prevenzione Incendi,
rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigli del Fuoco che costituisce,
ai soli fini antincendio, il nulla osta all'esercizio dell'attività.
Segnaliamo il presente documento che contiene parecchie informazioni a riguardo.
L'ottenimento del nulla osta dei vigili del fuoco non comporta
particolari problemi se la struttura è nuova, mentre per strutture più
vecchie si potrebbero incontrare parecchi problemi.
Solitamente per ottenere il Certificato Prevenzione Incendi sono sufficienti:
- impianti a norma;
- uscite di sicurezza;
- maniglioni anti-panico;
- segnaletica ed estintori.
Ma in alcuni casi l'Ufficio Provinciale dei Vigili del Fuoco, per
rilasciare l'autorizzazione, può chiedere l'installazione di
apparecchiature molto costose (rilevazione dei fumi, manichette, ecc.).
Prima di stipulare un contratto di affitto, per un
locale superiore a 400 mq. è opportuno accordarsi con il proprietario
(possibilimente per iscritto) per definire oneri e compiti per il
rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi.
In ogni caso va contattata un'azienda di infortunistica per un sopralluogo di verifica.
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Mercatino usato: quali assicurazioni? |
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L'esercizio di un mercatino dell'usato, come tutte le altre attività imprenditoriali, è soggetto a rischi che normalmente sono assicurabili.
Ovviamente le assicurazioni non sono obbligatorie
ma possono essere previste da contratto di affitto e ogni caso sono
indispensabili.
Vanno quindi fatte due considerazioni fondamentali.
La prima è l'obbligo contrattuale che normalmente il proprietario di un
locale richiede in fase di stipula del contratto di affitto. Dalla
nostra esperienza tutte le locazioni prevedono che il locatario stipuli
un'assicurazione che copra incendio, rischio locativo (danni ai
locali) e calamità naturali.
La seconda è il buon senso: gestire un'attività di qualsiasi tipo senza
una polizza per la copertura di danni a terzi (responsabilità civile) è
da incoscenti. Provate a pensare ad un eventuale incidente che dovesse
capitare ad un cliente del mercatino dell'usato,
anche accidentale. La mancata copertura assicurativa potrebbe
comportare serie ripercussioni sul gestore, ovviamente a livello
patrimoniale.
In definitiva la polizza assicurativa di un mercatino dell'usato dovrebbe coprire:
- Incendio e calamità naturali;
- Responsabilità civile verso terzi.
La stipula di un eventuale assicurazione che copra
il furto delle merci è invece da ponderare attentamente. Per la nostra
esperienza è consigliabile, in alternativa, l'installazione di un
impianto antifurto collegato, via radio, ad un'azienda specializzata.
Infine una parola sul fenomeno del taccheggio: tale rischio risulta difficilmente assicurabile.
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