Mercatino dell'usato: il Business Plan
Perchè il Business Plan

mercatino: business planIn questa sezione approfondiamo i motivi che spingono un imprenditore a redarre un business plan e approfondiamo le modalità di redazione. Ricordiamo che l'imprenditore che intende rendere operativo un mercatino dell'usato con insegna Mercatopoli o Baby Bazar è supportato gratuitamente (e senza impegno) nella redazione di questo importante documento.

Il Business Plan è un documento importantissimo che tutti gli imprenditori dovrebbero stilare prima dell'avvio di una qualsiasi attività. Aprire un mercatino dell'usato senza questo documento di pianificazione è come guidare un'auto, di notte, senza fari. Dove stiamo andando? Che strada prendere? Stiamo sbagliando? Queste sono domande fondamentali e l'unico documento che può dare una risposta concreta ai dubbi che inevitabilmente si avranno, una volta avviato il proprio mercatino dell'usato è proprio il business plan.

Il business plan è il documento di programma del vostro mercatino dell'usato e vi permette di stimare costi e ricavi dei primi 5 anni di attività. Ovviamente è necessaria un po' di esperienza per stilare un business plan veritiero e il nostro obiettivo, in queste pagine è quello di analizzare gli elementi da considerare.

In ultima analisi il business plan è il documento che vi richiederanno se doveste chiedere un finanziamento: la banca, la finanziaria, la camera di commercio.

Il business plan, oltre come documento iniziale di pianificazione, dovrebbe essere poi consultato e paragonato in base ai risultati che il vostro mercatino dell'usato ottiene nel tempo. Se questi si discostano dalle previsioni ne vanno analizzati i motivi e vanno presi i necessari provvedimenti. 

 
Introduzione al Business Plan

Il Business Plan è un documento formale che deve seguire un'impostazione precisa e soprattutto veritiera. Quando si imposta un business plan bisogna considerare che chi lo leggerà non conosce la vostra attività e deve essere quindi convincente, soprattutto, se il lettore dovrà decidere se finanziare o meno l'operazione. Normalmente il business plan è composto da alcune sezioni che elenchiamo:

  • L'idea imprenditoriale. Analizzate l'idea e l'innovazione sul mercato che questa idea apporta. Il mercatino dell'usato è una grande idea imprenditoriale che cavalca le istanze sempre più diffuse di ecologia, riuso, riciclo.
  • Componenti soggettive. Perchè volete aprire un mercatino dell'usato? Avete esperienza? Vi piace l'idea? In questa sezione vanno analizzate tutte le componenti che vi hanno fatto decidere di aprire un mercatino dell'usato.
  • Componenti oggettive. Perchè pensate che la vostrà attività avrà successo? Qual è la vostra visione del mercato?
  • Struttura giuridica. Quale sarà la struttura giuridica del vostro mercatino dell'usato? Ditta individuale? Società di persone? Società di capitali?
  • Licenza e TULPS. In questa sezione vanno approfonditi gli aspetti burocratici della vostra attività ovvero la licenza necessaria e la normativa di riferimento.
  • Come funziona un mercatino dell'usato. Questa è la parte più importante. Dovete spiegare, nel dettaglio, come funziona il vostro mercatino dell'usato. E dovete essere convincenti.
  • Curriculum vitae. Va assolutamente inserito nel business plan, il lettore potrà farsi una chiara idea del vostro "spessore" e delle vostre passate esperienze.
  • Ubicazione. Dove aprirete il vostro mercatino dell'usato?
  • Segmenti di mercato. Quali saranno i vostri client? Vanno suddivisi per categorie e analizzati.
  • Marketing e Pubblicità. Quali saranno le azioni promozionali che farete? Ovviamente riferendovi ai segmenti di mercato appena analizzati.
  • Prodotti e provvigioni. Quali saranno i prodotti trattati? Quali le vostre provvigioni?
  • Tecnologia utilizzata. Che tipo di tecnologia andrete ad utilizzare per gestire il vostro mercatino dell'usato? Codici a barre? SMS? Internet? Card?
  • Analisi della concorrenza. Qui la cosa si fa un po' più concreta. Dovrete stilare un elenco di quelli che presumete saranno i vostri maggiori concorrenti nella zona.
  • Obiettivi di breve e medio periodo. Vanno analizzati gli obiettivi che intendete raggiungere.
  • Punti di forza. Quali saranno i punti di forza della vostra attività rispetto al mercato e rispetto alla concorrenza?
  • Punti di debolezza. In cosa sarete "deboli"? Mancanza di esperienza?
  • Minacce. Quali potranno essere le cose che potrebbero minare il successo del vostro mercatino dell'usato? La mentalità della gente?
  • Opportunità. Quali saranno le opportunità che vi si presenteranno e che potrebbero significare il successo del vostro punto vendita?

Questa è la parte documentale del business plan: l'analisi dettagliata di quello che andrete a fare.

 
Fabbisogno finanziario

Il vostro business plan deve necessariamente contenere l'analisi del fabbisogno finanziario: quanto denaro serve per avviare l'attività. Ovviamente le variabili in gioco sono molte ma vanno tutte analizzate. Di seguito riportiamo una serie di voci che, normalmente, compongono il fabbisogno finanziario.

  • Cauzione affitto. Gli importi da versare al proprietario del locale "per avere le chiavi". Normalmente la cauzione è pari a 2 mensilità di affitto.
  • Fidejussioni. In alcuni casi, soprattutto per le superfici medio grandi, il proprietario richiede, a garanzia, una fidejussione bancaria o assicurativa.
  • Costituzione società e adempimenti burocratici. Rappresenta l'onere necessario per costituire la società (spese notarili), per l'apertura della partita iva e per l'iscrizione alla camera di commercio.
  • Impostazione contabile. E' il costo da sostenere per il commercialista per l'impostazione fiscale dell'attività.
  • Allacciamenti utenze. Telefono, energia elettrica, gas metano, acqua.
  • Allestimenti punto vendita. Area cassa, scaffalature, allestimenti dei reparti.
  • Insegna e visibilità esterna. Quindi insegna, cartellonistica stradale, indicazioni stradali.
  • Promozione d'avvio. Ovvero tutto quello che serve per una buona spinta pubblicitaria del vostro mercatino dell'usato.
  • Impianto antifurto. E' il costo da sostenere per un impianto che assicuri di dormire "sonni tranquilli".
  • Hardware e Software. Investimento necessario per gestire correttamente l'attività e per un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.
  • Fee d'ingresso. Nel caso fosse vostra intenzione aderire a Mercatopoli o a Baby Bazar, va inserito, nel business plan, il costo di affiliazione.

L'analisi del fabbisogno è necessaria per conoscere a priori l'entità dell'investimento. Il totale del fabbisogno va poi suddiviso, in quote mensili, in base alla durata del contratto di affitto. La quota mensile calcolata è quindi da sommare agli altri costi mensili.

 
Previsione dei costi

Ovviamente il business plan deve analizzare i costi mensili che il vostro mercatino dell'usato dovrà sostenere. Anche in questo caso le variabili in gioco sono molteplici e vanno correttamente analizzate.

  • Affitto. E' la voce più importante ma anche quella più facile da pianificare.
  • Promozione. E' il costo di promozione dell'attività.
  • Manutenzioni e riparazioni. Rappresentano gli oneri da sostenere per le manutenzioni degli impianti e le eventuali riparazioni.
  • Spese telefoniche e postali. Comprendono anche il costo per l'eventuale collegamento a Internet.
  • Allacciamenti utenze. Telefono, energia elettrica, gas metano, acqua.
  • Commercialista. Oneri per la tenuta contabilie e le dichiariazioni dei soci.
  • Assicurazioni. Il premio assicurativo per le assicurazioni del punto vendita.
  • Energia. Comprende l'energia elettrica e i costi per il riscaldamento / codizionamento del locale.
  • Oneri tributari. Imposte fisse come Rifiuti solidi urbani, tasse societari, INPS.
  • Assistenza Software. Comprende i costi per l'assistenza e l'aggiornamento del Software di gestione.
  • Canoni Network. Nel caso fosse vostra intenzione aderire a Mercatopoli o a Baby Bazar, vanno inseriti i canoni annuali.
  • Ammortamento fabbisogno. Ovvero la quota di competenza calcolata sulla base del fabbisogno.
  • Dipendenti e Collaboratori. Nel caso fossero presenti tali figure, sono ovviamente da considerare a livello di costi.
  • Remunerazione imprenditore. Ovvero lo "stipendio" per il titolare.

Tutte queste voci rappresentano quindi i costi di gestione. Conoscerne con precisione l'entità permette di pianificare correttamente le risorse disponibili.

 
Analisi dei ricavi

Evidentemente questa è la parte più difficile ma, un business plan deve necessariamente prevedere quali saranno i ricavi del punto vendita. La precisione nel determinare i ricavi di un mercatino dell'usato dipende da una serie di fattori oggettivi ma anche e soprattutto da una valutazione soggettiva, in base all'esperienza, dei seguenti fattori:

  • la visibilità del locale;
  • il bacino d'utenza;
  • la dimensione del locale;
  • il tipo di pianificazione pubblicitaria prevista;
  •  il sistema adottato dal punto vendita.

Ovviamente basandosi sul "venduto" del punto vendita, è necessario calcolare il ricavo netto che è rappresentato dal venduto, appunto, sottratto delle somme rimborsate ai clienti: quindi il ricavo netto è rappresentato dalle provvigioni.

Dalla provvigione lorda  va necessariamente scorporata l'Iva. Il risultato rappresenta la posta da contrapporre ai costi per vedere se l'attività potrà essere o meno redditizia. Ovviamente va considerato che, nel tempo, i costi tendono a lievitare mentre i ricavi, nei primi anni di attività, non saranno sicuramente a regime.

In base alla nostra esperienza, potendo disporre di dati statistici precisi, siamo in grado di impostare un business plan corretto per coloro che intendono rendere operativo un punto vendita Mercatopoli o Baby Bazar.

Come abbiamo analizzato sarà poi necessario comparare i risultati effettivi del vostro mercatino dell'usato, con quanto prospettato nel business plan, in modo da prendere i necessari provvedimenti nel caso di scostamenti ai costi o ai ricavi.

 

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