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Di seguito diamo un elenco di errori che, negli anni, abbiamo verificato essere dei gravi errori di gestione. Tali comportamenti, per quanto possa sembrare paradossale, li abbiamo riscontrati in alcuni mercatini dell'usato.
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Acquistare direttamente dal privato.
Oltre ad un fatto prettamente fiscale, che esclude tassativamente, per
l'Agenzia d'Affari, l'acquisto diretto (e quindi il commercio), tale
comportamento snatura il sistema. Il problema principale è dato dal
fatto che gli oggetti acquistati non potranno essere scontati, con
il passare del tempo, al di sotto del costo d'acquisto e porteranno
inevitabilmente ad una staticità dell'esposizione.
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Far pagare una quota d'iscrizione.
L'emissione della card deve essere gratuita, far pagare una quota,
anche simbolica, genera una barriera nei confronti del cliente
venditore.
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Creare dei limiti temporali nei rimborsi ai clienti.
Ad esempio è sbagliato esporre avvisi tipo "Si avvisano i clienti che i
rimborsi verranno effettuati entro i primi 5 giorni del mese successivo
alla vendita". Creare dei limiti per i rimborsi dissuadono i venditori
a recarsi presso il punto vendita.
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Far pagare le spese di spedizione delle fatture.
Oltre al fatto che l'addebito delle fatture al cliente è vietato dalla
legge (con l'esclusione delle compagnie telefoniche, per le quali
esiste una deroga) è molto fastidioso, per il cliente, vedersi
"scippato" di un importo, anche modesto, soprattutto per i rimborsi di
modico valore.
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Perdere i dati dei clienti. Anche se l'eventualità può sembrare remota, non è raro che qualche mercatino dell'usato,
ci contatti in quanto, a causa della mancata adozione di un efficiente
sistema di copia di sicurezza, i dati vengono perduti per un guasto al
computer o, con maggiore frequenza, per il furto del computer. Perdere
i dati dei clienti significa ipotecare il proseguo della propria
attività!
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Utilizzare un mandato di vendita non verificato da un legale.
Le clausole del mandato non possono andare contro la legge e il rischio
è che in caso di controversia, un mandato irregolare possa essere
nullo. Ad esempio può essere, per legge, annullabile un mandato con
clausole del tipo: "Trascorsi 6 mesi dal carico, nel caso di mancato
ritiro, la merce verrà considerata abbandonata e rimarrà a disposizione
del mercatino".
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Non fare firmare il mandato al venditore.
Il mandato è l'unica tutela ha che il mercatino dell'usato per poter
applicare correttamente il metodo di gestione e per tutelarsi dal
carico di articoli di provenienza illecita.
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Non stampare il registro vidimato degli affari.
Alcuni mercatini ritengono che la stampa del giornale degli affari sia
solamente una formalità. Non è così, la mancata stampa comporta, nel
caso di verifiche, a gravose sanzioni amministrative.
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Esporre oggetti non caricati.
Il mancato carico di oggetti (ad esempio per gli oggetti acquistati o
di proprietà) comporta una sanzione molto pesante: "Mancato utilizzo di
registratore di cassa nell'esercizio dell'attività commerciale" oppure
"Esercizio di attività commerciale senza la necessaria autorizzazione".
Non serve spiegare che in tali casi le sanzioni sono molto pesanti.
Questi sono gli errori più gravi che un mercatino dell'usato, a volte inconsapevolemente, può compiere. E' evidente che chi sceglie di aprire un mercatino dell'usato aderendo a Mercatopoli o a Baby Bazar
viene correttamente formato anche su possibili errori di più modesta
entità ma che, sommandosi, possono creare problemi di redditività al
punto vendita.
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